Avere saudade dei tempi dell’hoppìpolla

Molto tempo addietro Antônio aveva letto un articolo sulle parole uniche nelle varie lingue del mondo, quelle che è difficile tradurre perché è difficile renderne il significato. L’unica parola portoghese che compariva tra le prime dieci era ‘saudade’ e Antônio ricordava di aver trovato la cosa divertente perché in effetti era sempre sembrata una parola poco comprensibile anche a lui.

Il significato gli era chiarissimo, ovviamente, ma faticava a farlo suo e a capire come si potesse provare saudade per qualsiasi cosa, come sembravano fare molti dei suoi conoscenti. Aveva ipotizzato che ciò fosse dovuto almeno in parte al fatto di non aver mai lasciato Macapá, ma anche le sue sorelle facevano sempre le stesse cose e vivevano persino nella stessa casa di famiglia in cui erano nate, eppure parlavano in continuazione della saudade, per un amico che non vedevano da tempo, la maestra della scuola, un piatto che mangiavano da bambine, un giocattolo…

hopipolla

Sono numerosissimi e tutti molto interessanti gli articoli che si trovano su internet cercando “parole intraducibili“. Salta fuori che, a differenza di quanto letto da Antônio, ce ne sono anche altre portoghesi, come Cafuné (l’atto di passare delicatamente la mano tra i capelli di qualcuno).

Sono una più bella dell’altra, ma secondo me la più bella di tutte, per il suono e per le immagini che evoca è l’islandese Hoppìpolla, saltare nelle pozzanghere. Cosa che a Macapá, tra l’altro, si può fare in abbondanza, durante la lunga stagione del fango.

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